Dove siamo


Adagiato sulle verdi colline di Canossa, a poca distanza dai castelli di Rossena e Canossa, troviamo il magnifico borgo di Ceredolo de’ Coppi, posto in zona ricca di sorgenti ed abitata sin dalla preistoria. I primi documenti scritti risalgono al X secolo e riportano le vicende dellla dinastia degli Attoni che affidarono il borgo ai benedettini ed eressero una torre di avvistamento chiamata il Castellaccio di cui restano ancora alcune tracce. Il territorio è ricco di boschi in cui l'essenza prevalente è il cerro “Quercus cerris” da cui deriva il nome di “Ceredolo”; queste piante rustiche, producono le ghiande che servivano ad alimentare i maiali allevati in gran numero nella zona. In seguito l'allevamento venne abbandonato e le terre circostanti vennero disboscate per dar posto alle colture e l’agricoltura divenne prevalente. Il nome di Ceredolo de’ Coppi è legato anche alla presenza di numerose fornaci di laterizi presenti nella zona fino ad un recente passato.

Il borgo si sviluppa lungo una via centrale dove sorge una casa a Torre del XIV secolo, un edificio a pianta quadrata con tetto a quattro spioventi, realizzata in arenaria locale con i tipici conci angolari sagomati a bugna, posizionati negli spigoli del fabbricato e proprio le bugne, che sono diventate il simbolo di Ceredolo, contraddistinguono il borgo e sono posizionate sui muri delle case. Si tratta di figure scaramantiche che servivano ad allontanare dalle abitazioni il maligno; alcune di queste, ritenute oggetto di culto pagano, sono state rimosse o levigate, ma altre sono arrivate integre ai nostri giorni.




Matilde nella storia dell’Europa

Non è molto difficile, passeggiando per queste contrade, sentire ancora la sua presenza il suo fascino e la sua forte autorità. Il potere di Matilde ha profondamente marcato questo lembo d'Italia e lo scorrere dei secoli non ha scalfito per nulla il ricordo di Lei, anzi ha reso queste terre più operose e produttive e ha plasmato il carattere sincero e laborioso dei suoi abitanti.

Lo spirito della magna sovrana, che pare ebbe il coraggio di opporsi all'Imperatore, aleggia ancora su queste immense vallate e dagli spalti delle sue rocche, dove la politica medievale scriveva i primi passi fondamentali per la storia di quella che è ora l'Europa moderna. Passeggiando per queste valli, sembra di riassaporare le gesta eroiche della potente Contessa e dei suoi vassalli. Percorrendo a ritroso un immaginario viaggio nel tempo, sembra quasi di sentire le voci, le urla ed il frastuono degli assedi al castello, immaginando le gesta eroiche dei cavalieri, le macchine da guerra lo sferragliar continuo delle armature le epiche battaglie qui combattute; anche il mistero avvolge e fa pensare alla presenza del pontefice, alle processioni, alle preghiere, alle scene di vita del borgo con uno splendido scenario, fatto di boschi, di vallate, di piccoli borghi fortificati, di dolci pascoli e di fiumi che ancora scorrono. Ma visitare le terre di Matilde è molto più di questo; qui non manca di certo l'arte di mangiare bene; la sapiente arte della trasformazione delle carni la prelibatezza degli insaccati e di tutto ciò che deriva dal maiale si trasforma in varie specialità come lo zampone, il cotechino, il prosciutto e la famosa culaccia, i prelibati salami confezionati dagli anziani norcini che ancora lavorano le carni secondo un’antica tradizione padana. I gustosi e rinomati cappelletti, il celeberrimo parmigiano - reggiano che nasce nei conventi benedettini di Bibbiano e viene citato dal Boccaccio come l'aceto balsamico, di cui scrive Donizone Di Canossa nella biografia di Matilde.

Benvenuti dunque nel feudo di Matilde Da Canossa e dei suoi fedeli vassalli.